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Quando la musica unisce una città per festeggiare gli 80 anni della Repubblica Italiana

Non è solo un bellissimo concerto quello che ha allietato il pomeriggio del 19 aprile scorso a Carpineto Romano, ma un momento sospeso in cui musica, istituzioni e comunità si sono incontrate in un equilibrio raro. Nel cuore verde brillante del Parco Unità d’Italia, illuminato da una luce primaverile nitida e avvolgente, la Fanfara dell’Arma dei Carabinieri di Roma, al top della forma, si è esibita davanti a oltre 400 persone, accorse anche dai territori limitrofi per partecipare a un appuntamento inserito nelle celebrazioni per l’Anniversario della Repubblica Italiana. Nel Videoservizio -di David Cardarelli per Monolite- che accompagna l’articolo in lettura una panoramica del grande successo ottenuto dalla manifestazione. 

Un’iniziativa che si inserisce in un percorso celebrativo più ampio e condiviso: l’evento ha infatti seguito e idealmente completato i festeggiamenti per gli 80 anni del diritto di voto alle donne in Italia, celebrati pochi giorni prima, (cliccando qui un nostro articolo sull’evento di Sabato 11 aprile 2026 all’Auditorium Leone XIII di Carpineto Romano “Protagoniste della Repubblica” – 80 anni dal primo voto: il coraggio di scegliere, la forza di amministrare”, appuntamento promosso dal Comune per unire memoria e attualità, offrendo uno spazio di riflessione sul ruolo femminile nelle istituzioni e nella vita pubblica) rafforzando il valore civile e simbolico di queste giornate dedicate alla memoria repubblicana.

L’accoglienza delle tante autorità civili e militari, guidate dal giovane Sindaco Stefano Cacciotti, è stata come l’accordo iniziale di una partitura collettiva: un momento composto, quasi solenne, che ha lentamente lasciato spazio al respiro vivo della musica. Seduti in prima fila i componenti dell’Amministrazione Cacciotti: il ViceSindaco nonchè Assessore alla Cultura Emanuela Massicci, il Presidente del Consiglio Comunale e Assessore ai Grandi Eventi Graziano Astri, insieme all’Assessore ai Lavori Pubblici Mario Trombetti, l’Assessore allo Sport Mauro Prosperi, l’Assessore alle Politiche Sociali Giovanna Cacciotti, il Consigliere Tonino Nardi e la Consigliera Anna Celani.

Presenti i vertici delle forze armate tra cui il Comandante Vittorio D’Elisa della Compagnia Carabinieri di Colleferro, il Comandante della Guardia di Finanza di Colleferro Colonnello Francesco Mazza, il Comandante dei Carabinieri di Carpineto Romano Michele D’Alonzo, il Comandante della Polizia Locale  di Carpineto Romano Paolo Pelacci. 

Come da protocollo e cerimoniale delle grandi occasioni le bandiere della Repubblica, sorrette dall’alternarsi dei componenti dell’Associazione degli ex Carabinieri in Congedo preposta al ruolo, hanno fiancheggiato la patriottica esibizione artistico-musicale.

Da quel primo gesto istituzionale, l’esecuzione ha iniziato a crescere come un’onda gentile, capace di attraversare il pubblico senza distinzione, accarezzando i più piccoli e avvolgendo gli anziani in una stessa vibrazione emotiva. Nota dopo nota, la distanza tra palco e platea si è dissolta, trasformando l’ascolto in partecipazione. Fino a quel momento inatteso e bellissimo in cui le mani del pubblico, attraversate da una lieve elettricità caricatasi nell’ascolto, hanno iniziato a battere il tempo, come un secondo cuore che si sincronizza con il primo: la Fanfara dell’Arma dei Carabinieri e la comunità fusi in un unico ritmo. Non più una grande platea di spettatori e tanti eccezionali musicisti, ma un’unica orchestra diffusa in un unico parco, dove ogni gesto diventava suono. È forse questa l’immagine più autentica del pomeriggio: la musica che esce dagli strumenti e ritorna alle persone, trasformandole in protagoniste. Un ricordo che resta, come un’eco condivisa, la sensazione rara e preziosa di aver “suonato” tutti insieme. Il repertorio — dall’Inno Nazionale a brani della tradizione storica fino a motivi intramontabili anche attinti dai capolavori partenopei — ha preso forma in un’atmosfera vibrante, composta ma molto partecipe, dove ogni dettaglio contribuiva a costruire un’esperienza immersiva.

Colpiva, prima ancora delle note, di brano in brano, l’armonia visiva: il nero compatto ed opaco delle uniformi tagliato verticalmente dalla distintiva banda rossa, in dialogo con gli ipnotici riflessi dorati degli strumenti. Una scena quasi pittorica, incorniciata dal paesaggio naturale e da un pubblico eterogeneo, attento e silenzioso. Un silenzio “pieno”, pronto ad accogliere la musica, che si è diffusa nel parco con precisione tecnica e forte capacità espressiva. Per poi sciogliersi, di brano in brano, in fragorosi applausi.

Intorno, la vita quotidiana di una comunità operosa e familiare, continuava a scorrere: le voci leggere dei bambini nell’area giochi, la frescura del pomeriggio, il respiro collettivo di una comunità riunita. Elementi che, lontani dal disturbare, hanno reso ancora più autentico il momento, restituendo l’immagine di una celebrazione viva, non rituale. L’evento si è così imposto come un passaggio significativo per la città: non solo commemorazione istituzionale, ma occasione concreta di partecipazione culturale, capace di unire memoria e presente attraverso il linguaggio universale della musica.

Alessandra Battaglia