Partecipa il nostro piccolo aspirante reporter Alberto Pulcini
Una mattinata, lo scorso martedì 10 marzo, all’insegna dell’ambiente, della memoria e dell’educazione civica ha animato nei giorni scorsi il comune di Cave, nei Monti Prenestini, nello splendido parco di Villa Clementi, dove si è svolta la piantumazione di nuovi alberi di castagno con il coinvolgimento diretto degli alunni delle scuole che hanno contribuito attivamente. L’iniziativa, promossa dall’amministrazione comunale insieme alle realtà del territorio, si è svolta nel verde del Parco di Villa Clementi, trasformandosi in un momento partecipato e ricco di significato. Non solo un intervento ambientale, ma una vera e propria esperienza educativa: i bambini, protagonisti dell’evento, hanno preso parte attiva alla messa a dimora delle giovani piante, imparando concretamente il valore della cura del territorio.

Un aspetto particolarmente creativo dell’iniziativa è stato il lavoro svolto dai bambini in classe nei giorni precedenti. Gli alunni hanno realizzato deliziosi lavoretti di castagne stilizzate, utilizzando cartoncino, fili e colori, personalizzando ciascuna con un messaggio di speranza e cura per il futuro. Ogni “castagna di carta” è stata poi appesa ai nuovi alberelli piantati nel Parco di Villa Clementi. Oggi, queste tante castagne colorate arricchiscono il panorama della Villa, trasformando lo spazio verde in un mosaico di creatività e simbolismo, mentre i giovani partecipanti attendono che le vere castagne crescano e portino frutti, unendo arte, educazione e natura in un unico gesto di comunità e speranza. 76u7Nel videoservizio di Monolite le amministratrici di Cave Emanuela Trifogli e Danila Rotondi spiegano l’importanza dell’iniziativa. Una veduta panoramica dall’alto, (realizzata nel videoservizio per Monolite da David Cardarelli) restituisce la bellezza dell’intera area verde a disposizione della comunità.
Come sottolineato anche nella comunicazione istituzionale del Comune, si è trattato di un’opera simbolica per la città, capace di unire generazioni diverse attorno a un gesto semplice ma profondamente significativo: piantare oggi per costruire il paesaggio di domani. Ma a Cave il castagno non è semplicemente uno splendido albero. È memoria collettiva, identità, racconto. È il segno di un legame profondo tra uomo e terra che attraversa i secoli. Non a caso il paese è conosciuto ben oltre i confini locali per la sua storica Sagra delle Castagne di Cave, appuntamento che ogni anno richiama migliaia di visitatori e appassionati (cliccando qui il videoservizio realizzato da David Cardarelli per Monolite Notizie) a fine ottobre.

Il frutto del castagno, in particolare il marrone, qui, assume quasi un valore simbolico: squisito, intenso, riconoscibile. Una qualità così elevata da essere, in passato, richiesta anche oltre i confini nazionali. Le castagne di Cave, infatti, erano apprezzate per la loro eccellenza al punto da essere destinate anche alla produzione dei celebri marron glacé francesi, sinonimo di raffinatezza e tradizione dolciaria. Un dettaglio che racconta, meglio di ogni descrizione, il prestigio di un prodotto che ha fatto la storia del territorio, orgoglio dei castanicultori di Cave.
La scelta di coinvolgere le scuole conferisce all’iniziativa un valore ancora più profondo. Attraverso un gesto concreto e condiviso, i più giovani vengono educati al rispetto dell’ambiente e alla responsabilità verso il bene comune. Piantare un albero diventa così una lezione silenziosa ma potente, capace di trasmettere valori come la sostenibilità, la cura e il senso di appartenenza alla comunità. Le nuove piante, destinate a crescere negli anni, rappresentano un investimento sul futuro: offriranno ombra, frutti e bellezza, ma soprattutto custodiranno il ricordo di una giornata che ha saputo coniugare educazione, ambiente e identità territoriale.
Sul posto per effettuare le nuove piantumazioni anche Sandra Pasquazi, Ugo Manni e Marcello Chiacchierarellichefanno parte di una Associazione “Castagne e Marroni di Cave” che, composta da volontari, da dieci anni, si adopera per preservare e tutelare le specie di castagni presenti non solo nel Parco di Villa Clementi.
Il gruppo di volontari ha ricordato, con gratitudine, l’importante e fattivo intervento, lo scorso anno, da parte dell’Amministrazione Lupi che ha acquistato ben 100 piante di castagno, lo stesso tipo autoctono di Cave, donandole a tutti coloro che volessero “adotterne” una parte riportare in auge il maggior numero di castagni.

C’è infatti un passaggio, forse il più importante, che va oltre il gesto simbolico della piantumazione: insegnare ai bambini a prendersi cura degli alberi significa educarli al tempo, alla responsabilità e alla relazione con il mondo che li circonda. Non si tratta soltanto di mettere una pianta nel terreno, ma di avviare un processo di consapevolezza che cresce insieme a quell’albero. Quando un bambino affonda le mani nella terra, sente il peso della zolla, sistema le radici e osserva quel piccolo tronco fragile, compie un’esperienza concreta che nessun libro può sostituire. È in quel momento che nasce un legame: l’albero non è più qualcosa di distante, ma diventa “il suo” albero, qualcosa da proteggere, osservare, aspettare. Abituare i più piccoli alla cura degli alberi significa insegnare la pazienza della natura, in un tempo che invece spinge verso l’immediatezza. Un albero non cresce in un giorno: ha bisogno di stagioni, di acqua, di attenzioni costanti. Questo ritmo lento diventa una lezione preziosa, perché educa all’attesa, alla costanza e al rispetto dei cicli naturali. Ma c’è anche un altro aspetto, forse ancora più profondo: la cura dell’albero diventa cura del bene comune. I bambini comprendono che quel gesto non riguarda solo loro, ma l’intera comunità. Quell’albero darà ombra ad altri, offrirà frutti, renderà più bello il paesaggio. È un modo semplice ma potentissimo per interiorizzare il concetto di responsabilità collettiva.
Iniziative come quella di Cave riescono così a trasformare un’attività ambientale in un percorso educativo completo, dove natura, emozione e cittadinanza si intrecciano. I bambini non solo imparano a riconoscere un albero, ma imparano a sentirsi parte di un ecosistema, di una storia, di un territorio. E forse il valore più grande è proprio questo: piantare oggi un albero significa dare ai bambini un punto di riferimento nel futuro. Un giorno torneranno in quel parco, vedranno quel castagno cresciuto e, in qualche modo, riconosceranno anche una parte di sé. In un’epoca segnata da sfide ambientali sempre più urgenti, iniziative come questa dimostrano come anche i piccoli gesti, se condivisi, possano assumere un grande valore collettivo, diventando simbolo concreto di un impegno verso le generazioni future.
Alessandra Battaglia