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Cave celebra l’arte del presepe premiando i bimbi

Ripercorriamo nel videoservizio di David Cardarelli per Monolite Notizie quanto svoltosi sabato 10 gennaio 2026 nella storica Sala Consiliare del Comune di Cave che ha fatto da cornice a uno degli appuntamenti più attesi della stagione culturale locale: la cerimonia di premiazione del Premio Menichelli, evento che chiude idealmente la XVI edizione della “Mostra dei Presepi”.

L’iniziativa, promossa con passione dal Centro Turistico Giovanile (CTG) San Carlo di Cave sotto la guida della presidente Tonino Giovannone, si è confermata ancora una volta come un momento di forte partecipazione culturale e identitaria per il borgo dei Monti Prenestini. Una tradizione nata dalla memoria e dalla comunità e organizzata da volontari ogni anno più competenti e appassionata. Ispirato alla figura dell’architetto Francesco Paolo Menichelli di Cave, grande promotore dell’arte presepiale cavense, il riconoscimento non celebra semplicemente l’estetica delle opere in gara, ma valorizza l’impegno, la tecnica e la capacità di raccontare attraverso la scenografia presepiale emozioni, storie e valori collettivi.

La Mostra, aperta già dall’8 dicembre 2025 nei suggestivi locali sotterranei di Palazzo Mastricola (in Piazza Plebiscito a Cave), ha rappresentato un vero e proprio “viaggio” nella spumeggiante creatività artigianale. Centinaia di visitatori – tra famiglie, scolaresche e appassionati – hanno potuto ammirare una straordinaria varietà di presepi: dai modelli più tradizionali a interpretazioni innovative e contemporanee, opere realizzate con maestria e sensibilità artistica.

La cerimonia di premiazione di inizio gennaio ha lasciato emozioni e conferito riconoscimenti che hanno aperto il cuore di tutti dato che il Primo Premio è stato assegnato da una competente giuria di Esperiti ad una nonna che ha creato il presepe con i suoi due nipotini.
Durante la cerimonia di premiazione, che ha visto la presenza di autorità civiche, membri del CTG San Carlo e residenti, si è respirata l’atmosfera di una comunità orgogliosa della propria identità culturale. La giuria tecnica ha consacrato i vincitori del concorso, mentre anche il pubblico ha avuto voce attraverso la votazione della sua opera preferita.

Un’iniziativa che, negli anni, è diventata molto più di un concorso artistico: il Premio Menichelli rappresenta oggi un momento identitario per la comunità, capace di riunire generazioni diverse attorno a una tradizione che a Cave continua a rinnovarsi senza perdere autenticità. Per chi scrive, Ciro Battaglia, questo appuntamento assume un significato ancora più intimo. Ho avuto il privilegio di conoscere personalmente l’architetto Francesco Paolo Menichelli: siamo stati colleghi e amici molto stretti, condividendo non solo tantissime esperienze professionali ma anche una visione comune del valore culturale del territorio. Francesco Paolo era dotato di un raro talento artistico, capace di coniugare sensibilità estetica e una rara profondità progettuale; al tempo stesso possedeva un’ironia sottile, elegante, originale, mai invadente, che rendeva il suo tratto umano ancora più prezioso e speciale. Posso dire che il suo impegno per l’arte presepiale non nasceva da un semplice interesse tematico, ma da una convinzione profonda: che il presepe fosse un linguaggio culturale capace di raccontare identità, storia e comunità. Il suo ricordo, in questa manifestazione, non è mai formale o celebrativo: è presenza viva, è eredità morale che continua a orientare lo spirito dell’iniziativa.

Diventa una ricchezza che trasmette i preziosi valori della tradizione che parla alla comunità. Dedicato alla sua memoria, il premio celebra non soltanto la qualità tecnica delle opere esposte, ma soprattutto la capacità di interpretare il presepe come racconto collettivo, come gesto artigianale che intreccia fede, memoria e cultura popolare. È in questa dimensione che l’evento supera la semplice competizione e diventa patrimonio condiviso: uno spazio simbolico in cui la comunità si riconosce, si racconta e si rinnova. La Mostra, allestita a Palazzo Mastricola, ha registrato anche quest’anno un’affluenza significativa, confermando quanto l’arte presepiale rappresenti per Cave un patrimonio vivo e condiviso. Inoltre inserita nel circuito di altri sette comuni dei Monti Prenestini e dei Castelli Romani sta respirando una dimensione più ampia che Francesco Paolo avrebbe molto apprezzato come messaggio di interscambio e collaborazione tra territori legati da una comune passione.

Alla cerimonia era presente anche l’Amministrazione comunale di Cave, con il Sindaco Angelo Lupi e l’Assessore alla cultura dott.ssa Silvia Baroni che esprimono le loro considerazuoni nel reportage di Monolite. Una presenza quella istituzionale che testimonianza la vicinanza istituzionale a un evento che negli anni ha assunto un ruolo centrale nel calendario culturale cittadino proprio nel borgo di Cave che, nel suo Museo Lorenzo Ferri, custodisce il magnifico Presepe di Lorenzo Ferri con blocchi scultorei di grande impatto scenografico.

A valutare le opere in concorso è stata una giuria composta da Eleonora Minnail, Principe Alfio Borghese e Camilla Manni, personalità che hanno saputo offrire uno sguardo attento e sensibile sulle diverse interpretazioni artistiche presentate. Particolarmente apprezzabili sono stati i valori sottesi alla loro decisione. Nelle motivazioni ufficiali, infatti, è emersa con chiarezza la volontà di valorizzare la semplicità e la spontaneità delle opere premiate. Una scelta che assume un significato culturale preciso: in un tempo spesso dominato dall’eccesso e dalla ricerca dell’effetto scenografico, la giuria ha voluto riconoscere il valore di un presepe capace di emozionare senza artifici, di parlare con autenticità attraverso materiali essenziali, gesti artigianali sinceri e una narrazione immediata. È proprio in questa direzione che il Premio Menichelli continua a distinguersi: non come mera competizione estetica, ma come spazio di riflessione sui significati più profondi della tradizione. La semplicità, lungi dall’essere elemento riduttivo, diventa cifra stilistica e valore etico; la spontaneità si trasforma in linguaggio universale.

Nel videoservizio dedicato all’evento trovano spazio anche le parole del Sindaco Angelo Lupi, che ha sottolineato l’importanza del Premio Menichelli come momento di coesione sociale e valorizzazione delle eccellenze locali, evidenziando il ruolo determinante delle associazioni nel mantenere vive le tradizioni del territorio. Accanto a lui, l’Assessore alla Cultura Silvia Baroni ha rimarcato il valore educativo e culturale della Mostra dei Presepi, capace di coinvolgere famiglie, scuole e giovani artisti in un percorso che unisce memoria e creatività contemporanea.

Un’edizione che rafforza il senso di appartenenza e si chiude così con un messaggio forte: il presepe non è soltanto un simbolo natalizio, ma un patrimonio culturale capace di rinsaldare il senso di comunità. Il lavoro encomiabile del CTG San Carlo di Cave e la partecipazione attiva di cittadini, artisti e volontari testimoniano come la tradizione possa essere custodita e insieme reinterpretata, mantenendo intatto il suo valore umano.

Il Premio Menichelli 2026 lascia in eredità non solo opere di pregio, ma una consapevolezza rinnovata: la vera forza dell’arte, anche nella sua forma più semplice, risiede nella capacità di raccontare chi siamo.

Il Premio Menichelli è anche un atto di memoria: un omaggio alla figura di Menichelli e a tutte quelle persone che, con lavoro, dedizione e passione, mantengono vive le tradizioni più autentiche del territorioproprio come i nonni, gli zii e i genitori con cui da sempre ciascuno di noi si è avvicinato al rito di fare il presepe in casa. Una comunità che si ritrova nella tradizione ogni volta rinsaldando i valori della famiglia. L’evento si inserisce inoltre nel più vasto progetto culturale “L’Arte del Presepe nei Borghi”, che ha collegato Cave con altri sette comuni della regione in un percorso condiviso di valorizzazione delle tradizioni locali e di promozione turistica.

Il successo della manifestazione è la prova tangibile di quanto la tradizione del presepe non sia un mero simbolo stagionale, ma un elemento vivo di cultura e coesione sociale, capace di attraversare generazioni e di parlare al cuore di chi lo osserva. La XVI edizione del Premio Menichelli ha confermato, ancora una volta, come la profondità della tradizione e l’energia creativa della comunità cavense possano fondersi armoniosamente in un evento che celebra non solo il Natale, ma l’essenza stessa del fare artistico e della memoria collettiva.

Ciro Battaglia