Un successo di partecipazione tra tradizione, gusto e comunità
La quarta edizione del Panpepato d’Oro, organizzata dalla Strada del Vino Cesanese di Olevano Romano in collaborazione con la Pro Loco, ha confermato ancora una volta quanto questo dolce rappresenti un simbolo identitario forte per tutta la comunità olevanese.
L’appuntamento, svoltosi domenica 7 dicembre presso lo Spazio Olevano – Ex Cinema Smeraldo – ha registrato una partecipazione straordinaria, con un pubblico attento, curioso e profondamente legato alle tradizioni gastronomiche locali.
Panpepato è il dolce antico che racconta l’inverno italiano e se ci sono sapori che non appartengono soltanto alla tavola, ma alla memoria collettiva, allora il panpepato è sicuramente uno di questi cibi. Il panpepato – o “pampepato”, secondo la tradizione umbra e ferrarese – è uno di quei dolci che, più che assaggiarsi, si attraversano. Ogni fetta custodisce un viaggio nel tempo: quello delle antiche spezierie, dei mercanti che portavano cacao, cannella e frutta secca lungo vie ormai dimenticate, delle nonne che impastavano a mano un concentrato di energia e calore nel cuore dell’inverno.

Nato nel Medioevo e diffuso in molte varianti regionali, il panpepato è un piccolo scrigno di ingredienti preziosi: mandorle, nocciole, noci, canditi, miele, uvetta, cacao e una sapiente miscela di spezie. Il “pepe” del nome non è soltanto reale – perché in alcune ricette veniva davvero aggiunto – ma evocativo: richiama il carattere forte, speziato, leggermente piccante di un dolce che non chiede di essere addomesticato.
Non era un semplice dessert, ma un dono. Lo si preparava per Natale come augurio di prosperità, perché ricco di alimenti costosi in epoche in cui il lusso si misurava nel profumo delle spezie. Ancora oggi, aprire un panpepato significa lasciar uscire una nuvola aromatica che parla di famiglia, feste lente, camini accesi e mani che lavorano insieme.
Le versioni cambiano da città a città: ad esempio il Panpepato di Terni, scuro e compatto; il Pampepato di Ferrara, morbido e armonico, tanto da essere riconosciuto come IGP; quello romano, quasi primordiale, asciutto e intensamente speziato. Ma il messaggio rimane lo stesso: un concentrato di energia e affetto da condividere. In un mondo sempre più veloce, il panpepato continua a essere un gesto di resistenza dolcissima. Ci ricorda che il Natale non è soltanto ciò che appare, ma ciò che profuma. E il suo profumo, da secoli, è una promessa che non si spegne mai. Ad Olevano Romano, domenica scorsa (7 dicembre 2025) un bel gruppo di persone ha celebrato questo dolce con il seguente programma: dalle ore 16:00 – 17:00 c’è stato il convegno intitolato “Panpepato: il potere della frutta secca e del mostocotto”, con l’intervento della Dott.ssa Maria Grazia Borgia (nutrizionista). Poi dalle ore 17:00 – 18:00 si è svolto il dialogo su tradizione e gusto – Presentazione IV edizione del Panpepato d’oro con la presenza dei seguenti ospiti:

Marco Antonelli (Presidente Strada del Vino Terra del Cesanese)
Domenico Placidi (Presidente Slow Food Terre del Cesanese)
Dott.ssa Maria Grazia Borgia
Isabella Pratesi (Pro Loco Olevano Romano)
Roberto Vergara (creatore del marchio Panpepato VERO)
Mariano De Matti (Associazione Insieme si può)
Coordinamento a cura della Dott.ssa Maria Cristina Pratesi (Vicepresidente Strada del Vino Terra del Cesanese). Infine dalle ore 18:00 – 19:30 c’è stato l’ultimo passaggio: l’abbinamento perfetto: panpepato, vermouth e distillati con una successiva degustazione guidata dal sommelier Francesco Arceri. Al termine, intorno alle ore 19:30, si è tenuta la Cerimonia di premiazione.
I VINCITORI DELL’EDIZIONE 2025
L’edizione di quest’anno ha premiato tre partecipanti che hanno saputo distinguersi per gusto, equilibrio e autenticità:
1° Premio – America De Bianchi, al suo terzo anno di partecipazione
2° Premio – Cinzia Sebastiani, alla sua prima esperienza nel concorso
3° Premio – Loredana Milana, che da anni porta avanti la tradizione tramandata da sua madre
La giuria, composta da Andrea Tranquilli, Roberto Vergara, Francesco Arceri, Lucio Vesselli e Daniel Colanera, ha valutato i campioni secondo criteri di gusto, aroma, cottura, qualità degli ingredienti, attinenza alla tradizione e aspetto visivo.
L’iniziativa ha incluso quindi una competizione genuina che ha saputo anche guardare al futuro. Anche quest’anno il Panpepato d’Oro ha dimostrato di essere molto più di un concorso: è un momento di incontro, scambio, memoria collettiva e comunità.
L’atmosfera rimasta sempre genuina e conviviale ha confermato come il panpepato sia un patrimonio affettivo oltre che gastronomico.
Durante la conferenza pomeridiana, assieme al Presidente della Strada del Vino, Marco Antonelli, e a Roberto Vergara, ideatore del marchio Panpepato VERO, è stato ribadito uno degli obiettivi principali della manifestazione: lavorare alla creazione di un prodotto De.Co., così da tutelare ufficialmente la ricetta tradizionale olevanese e valorizzarla in modo continuativo.
Un altro traguardo su cui la Strada del Vino e la Pro Loco stanno lavorando è trasformare il concorso in un appuntamento fisso del Natale olevanese, arricchendolo ogni anno con laboratori, workshop tematici e attività di approfondimento dedicate a famiglie, bambini e appassionati.
Gli organizzatori hanno concluso:
Un ringraziamento speciale va ad ARSIAL, che con il suo supporto ha reso possibile non solo la realizzazione del concorso ma l’intero progetto Ruralities, tre giornate dedicate alla scoperta dei prodotti autenticI del territorio olevanese.
È grazie a questa opportunità che la Strada del Vino ha potuto dare impulso a un percorso di valorizzazione che mette al centro i saperi, i sapori e le storie della comunità.
Alessandra Battaglia