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Intervista al Presidente Stella

A Colleferro il Mese Internazionale della Cultura prosegue, da fine novembre fino a gennaio 2026, come un grande racconto corale che attraversa la città, ricucendo tradizioni, celebrazioni civili, musica, arte e storie personali. Un percorso che sta restituendo alla comunità un dicembre ricco di emozioni condivise.

Il Mese Internazionale della Cultura continua a raccontare una città viva, partecipe, capace di tenere insieme tradizioni, linguaggi artistici e nuove energie. Un calendario ricco che, tra fede, musica, libri, arte e sapori antichi, restituisce alla comunità la sua identità più autentica.

Doveroso ripercorrere la prima tappa dedicata alla Patrona di Colleferro: Santa Barbara: una iniziativa svoltasi in connubio perfetto tra fede, comunità e musica by Filarmonica Città di Colleferro. Le celebrazioni sono entrate nel vivo  con la Processione di Santa Barbara e la banda musicale ha incantato Piazza Italia con un’esibizione travolgente, davanti a un pubblico numerosissimo radunato nelle principali piazze della città per una celebrazione resa ancora più significativa dal 90° anniversario dalla fondazione di Colleferro.

Dopo questo successo si è svolta l’attesa cena associativa al ristorante La Noce, animata da musica dal vivo e dalle performance dei musicisti della Filarmonica Città di Colleferro insieme ai ragazzi della nuova Scuola di Musica popolare, così definita dal sindaco di Colleferro dott. Pierluigi Sanna. Un’occasione speciale che ha aperto il nuovo progetto culturale “Note di vita” inserito nell’ambito del Mese Internazionale della Cultura.

Una serata sold out con divertimento e spirito di condivisione come in una grande affettuosa famiglia. La serata ha accolto anche ospiti di grande valore. Si sono esibiti in canzoni e musica Raffaella Manca e Irina Arozarena, due voci stratosferiche che hanno infiammato il pubblico della Filarmonica riscuotendo scroscianti applausi grazie alle loro voci meravigliose. Ma anche gli uomini non sono stati da meno, i più spigliati si sono esibiti regalando interpretazioni molto apprezzate: Pino Favale e Pino Centofanti si sono distinti con le loro bellissime voci nonchè accompagnando i brani con piglio personale. Inoltre tutta la cena è stata impreziosita dalle performance della Filarmonica Città di Colleferro e dei ragazzi della nuova Scuola di Musica, una rara opportunità per i giovani del territorio.

Il 4 dicembre, giorno della Patrona della Città Morandiana, la Banda musicale, guidata dal Presidente Diego Stella, ha regalato un’esibizione di grande impatto in Piazza Italia, alla presenza di un pubblico numerosissimo che ha riempito seguendo la musica tutte le principali piazze della città, in un’edizione resa ancor più speciale dal 90° anniversario della fondazione di Colleferro.

Abbiamo incontrato proprio il Presidente diego Stella per domandargli di percorrere il calendario eventi del Mese Internazionale della cultura 2025. Presidente, cosa può dirci del Biscotto di Santa Barbara? Avete creato questi eventi per consentire un rinnovo della tradizione in una modalità attuale interessante?

“Esatto. Ci tengo a ringraziare tutti coloro che si sono messi a disposizione. Debbo dire che tra le iniziative più sentite, la rinascita del Biscotto di Santa Barbara, recuperato grazie alla memoria e alle mani esperte delle signore del Centro Sociale Anziani, coordinate da Amedeo Tibaldi, presidente del Centro anziani e componente anche della Filarmonica, ci sta dando molta soddisfazione».

Una ricetta antica, oggi digitalizzata grazie ai presidenti Stella (nella fotografia sotto) e Tibaldi, che racconta un gesto collettivo e un’identità gastronomica preziosa.
Dopo il grande entusiasmo, l’esperienza sarà replicata il 28 dicembre 2025, quando la Filarmonica tornerà al Centro Anziani per un nuovo momento di musica, convivialità e — immancabilmente — per assaggiare ancora una volta il biscotto simbolo della città. Insomma l’evento del Biscotto di Santa Barbara ha fatto in modo che la tradizione tornasse in trionfo a casa, proprio grazie all’esperienza degli anziani, ideali ponti di collegamento per trasmettere i segreti e la ricetta originale ed autentica di un tempo lontano.
Tra le iniziative più suggestive, la rinascita del Biscotto di Santa Barbara, un dolce di pasta frolla dalla forma inconfondibile, che richiama una fiamma ardente con lo stemma cittadino al centro. Le signore del Centro Sociale Anziani, guidate da Amedeo Tibaldi e da Diego Stella, presidente della Filarmonica, hanno impastato seguendo l’antica ricetta, oggi finalmente digitalizzata per conservarne la memoria. Il gusto assaporato restituisce secondo i presenti proprio i ricordi di una volta. Grazie alla trasposizione su supporto digitale della ricetta a cura dei citati presenti ora sarà possibile accedere a questo prezioso patrimanio gastronomico e riprodurne i golosi dolcetti in rispetto delle tradizioni. L’esperienza si replica il giorno domenica 28 dicembre 2025 presso il centro anziani di Colleferro aperto per tutti coloro che vorranno intervenire e assaggiare e provare a realizzare il biscotto. L’iniziativa sarà infatti riproposta con un laboratorio aperto alla adesione di tutta la cittadinanza.

Diego stella può parlarci dell’evento del prossimo 13 dicembre: tra libri, musica e arte?

«Si. Il 13 dicembre, alle 17:30, il Centro Anziani ospiterà lo scrittore colleferrino Roberto Palladini e i suoi due nuovi libri, “Misteri di famiglia” e “Imparare a volare”. Con lui ci sarai tu, Alessandra, e le letture interpretate da Alessia Palladini e da me, accompagnate dal talento dei giovani musicisti della nostra nuova Scuola Filarmonica.

Sabato 13 dicembre, alle ore 17:30, i libri di Palladini saranno al centro della scena nella bella e spaziosa sala eventi del Centro Sociale Anziani di Colleferro.

La grande ed accogliente sede del Centro Sociale Anziani di Colleferro ospiterà (sempre ad ingresso gratuito come tutti gli eventi del Mese Internazionale della Musica) lo scrittore colleferrino Roberto Palladini con i suoi nuovi libri, a seguire il concerto dedicato al periodo della Belle Époque e vernissage della collettiva d’arte contemporanea, arricchita dalla partecipazione di un artista internazionale.

Cosa si può aggiungere sugli eventi di sabato 13?

(Cliccando qui trovate il nostro precedente articolo con tutti i dettagli nota del redattore A.B.) 
La giornata proseguirà con un concerto dedicato alla Belle Époque – con il tenore Marco Fratarcangeli e Anna Maria Albano, cantante, Flavia Bolognesi al pianoforte– e con l’inaugurazione di una mostra collettiva di arte contemporanea, arricchita dalla presenza di un artista uruguaiano: Fernando Olivieri insieme agli artisti Monica Ciriaci, Marco Fratarcangeli, Massimo Paravani Debora Saracino».

Il concerto ci trasporterà nelle affascinanti atmosfere del periodo degli anni della Belle Époque, fiorita tra la fine del XIX secolo e l’inizio della Prima Guerra Mondiale. Quella fu un’epoca di splendore culturale, innovazioni tecnologiche e ottimismo diffuso in Europa. Le città si trasformavano con grandi boulevards, caffè eleganti, teatri e salotti dove l’arte e la moda dettavano nuove tendenze. L’atmosfera musicale rifletteva questo fermento: il valzer di Johann Strauss e le operette leggere accompagnavano balli e serate mondane, mentre la nascente musica popolare e il cabaret a Parigi animavano le strade e i locali notturni. A Parigi e Vienna, i caffè letterari ospitavano concerti di pianoforte, bandoneon e piccole orchestre da salotto, creando un clima raffinato e intellettuale. Il jazz e le prime forme di chanson francese cominciavano a farsi strada tra le novità sonore dell’epoca. I teatri e i cafè-concerti erano luoghi di socialità, dove il pubblico applaudiva arie liriche, marce e motivi leggeri che esprimevano spensieratezza e modernità. I grandi saloni scintillavano di luci elettriche, mentre i musicisti sperimentavano nuove armonie e ritmi. L’arte e la musica si mescolavano con il progresso tecnologico, come le prime registrazioni su fonografo e le proiezioni cinematografiche. La Belle Époque fu così un ponte tra tradizione e innovazione, un’epoca in cui la musica e la cultura celebravano la gioia di vivere e la curiosità per il nuovo. Anche le feste e i balli pubblici diventavano spettacoli, con orchestre e bande che trasformavano le piazze in palcoscenici di allegria e creatività. In questo periodo, ogni nota musicale sembrava un invito a danzare tra lusso, sogno e futuro.

Ma non finisce qui, vero, Presidente Stella? Perchè il 14 dicembre il giorno dopo mostrerete cosa accade quando un libro diventa teatro, giusto?

«Esatto. Il 14 dicembre daremo spazio allo spettacolo tratto dal libro di Massimo Paravani, “Il mondo ha la forma di un pallone”, con l’attore Gianpaolo Papi, il Maestro Roberto Proietti (conosciuto come Menestrello- nota del redattore A.B.) e il corpo di ballo del Cantiere Sociale ASD».

L’intera giornata allo sport come strumento educativo e di crescita, un tema centrale per una comunità che guarda con attenzione alle giovani generazioni. Al centro dell’evento, la presentazione-spettacolo del libro “Il mondo ha la forma di un pallone”, un’opera che usa il calcio — e lo sport in generale — come metafora di vita, disciplina, impegno e resilienza. Non sarà una semplice presentazione, ma un vero spettacolo narrativo e performativo:

l’attore Gianpaolo Papi darà voce ai passaggi più intensi del testo,
il Maestro Roberto Proietti ne accompagnerà le atmosfere musicali,
il corpo di ballo del Cantiere Sociale ASD porterà in scena un linguaggio del movimento ispirato ai temi del libro, trasformando emozioni e concetti in coreografie. L’obiettivo della giornata è quello di trasmettere ai giovani i valori sani dello sport: il gioco di squadra, la lealtà, la determinazione, la capacità di rialzarsi dopo una sconfitta e di affrontare con coraggio il proprio percorso personale. Il pubblico, e in particolare i ragazzi, sarà invitato a riconoscere nello sport un terreno fertile per crescere, imparare e trovare la propria strada. Un appuntamento che unisce cultura e movimento, parole e gesti, racconti e passioni: una celebrazione sportiva e artistica pensata per lasciare un segno profondo nella formazione delle nuove generazioni.

Presidente ci sarà poi un evento riservato a cui tenete moltissimo vero?

«Si, la nostra esibizione in AVIO».

Un momento che unisce cultura e territorio, musica e mondo industriale, in un dialogo che racconta identità, storia e futuro. Il Mese Internazionale della Musica e della Cultura continua così a mostrare la forza simbolica di Colleferro: una città che vive la cultura non solo come celebrazione, ma come motore di comunità. Un invito continuo a partecipare, condividere, emozionarsi, sentendosi parte di un’unica grande storia collettiva. Grande attesa per l’esibizione presso AVIO, dove — come ricorda con orgoglio il presidente della Filarmonica Diego Stella guardando ai prossimi appuntamenti, è forte l’emozione e la riconoscenza:

«sarà un grande onore poterci esibire sfoggiando le nostre nuove e splendide divise fiammanti, che indossiamo grazie alla sensibilità e alla disponibilità dell’azienda aerospaziale AVIO».

Il calendario di dicembre propone altro?

« Il giorno sabato 20 dicembre: la Banda musicale porta il Natale nelle strade.
Sabato attraverseremo le vie del centro per i saluti natalizi, regalando un pomeriggio di serenità e melodie tradizionali alle famiglie.

E come da tradizione, a chiusura del calendario, il 6 gennaio 2026 tornerà il Gran Concerto dell’Epifania, appuntamento che da cinque anni inaugura il nuovo anno con la potenza e l’eleganza della musica sinfonica, diventando ormai un simbolo di buon auspicio per tutta la città».

Dalle tradizioni religiose ai biscotti tramandati, dai concerti alle presentazioni, dai giovani musicisti alle storie degli artigiani della cultura: Colleferro sta vivendo un dicembre che parla di identità, memoria e futuro. Un mese in cui la cultura non si limita a essere celebrata, ma viene vissuta insieme, passo dopo passo, nota dopo nota.

Alessandra Battaglia