Emozioni tra degustazioni, memoria e poesia di pietra per i festeggiamenti
Immaginate una strada che si arrampica tra colline accese di verde, il profumo del bosco che filtra dai finestrini, un borgo che si rivela lentamente, come un segreto sussurrato: Arsoli. Qui, dove Luigi Pirandello amava fermarsi per gustare un caffè in compagnia di amici, si è tenuta una cerimonia che è andata ben oltre la celebrazione ufficiale. È stata un‘esperienza vibrante, un dialogo tra epoche, tra vite, tra luoghi lontani eppure oggi vicinissimi: Arsoli e Agrigento, unite da un gemellaggio nel segno del grande drammaturgo siciliano.
Proprio ad Arsoli, la “piccola Parigi” – così la definiva Pirandello per la sua grazia composta e il fascino architettonico raccolto ma suggestivo – è stata inaugurata una targa in ceramica smaltata, un piccolo capolavoro che riproduce una foto autentica dello scrittore seduto al tavolo, intento nel rituale di una consumazione da condividere che fosse un semplice caffè o, come preferiva Pirandello, una gazzosa- , lo sguardo complice rivolto agli amici accanto. Un pretesto per stare insieme seduti ad un tavolino, simbolo di incontro in relax. Una scena semplice, quotidiana, che oggi si fa emblema di una memoria viva e condivisa. Pirandello, che considerava Arsoli suo rifugio estivo di cui apprezzava la tranquillità, la preziosità delle linee architettoniche e l’armonia del tessuto urbano, era solito fermarsi al Bar Altieri, un ritrovo per i paesani, con cui Luigi Pirandello conversava amabilmente.
A guardare quella mattonella smaltata, da qualche giorno collocata proprio vicino al bar stesso, nella centralissima Piazza Valeria, è impossibile non sentire i brividi correre sulla pelle e ascoltare random i passaggi meravigliosi dei suoi libri in un remixaggio unico.
Nel videoservizio realizzato dal videomaker David Cardarelli per Monolite Notizie i Lettori potranno rivivere quelle emozioni stratificate e difficili da descrivere ma facili da decifrare dalle parole e dagli sguardi pieni di orgoglio e commozione anche da parte del Primo Cittadino di Arsoli, Gabriele Caucci che, si apre in sorrisi pieni di soddisfazione. La cornice è una opera d’arte incastonata tra i colori dei boschi che quasi abbracciano il paesotto e pieno di coltivazion ndi ulivi che, con il vento, sembrano d’argento. Uno skyline irripetibile con maestosi edifici religiosi e un antico maniero che, fiero, si staglia sull’abitato, è il Castello Massimo. Per l’importante occasione la ProLoco di Arsoli ha donato sacchettini di dolcetti con una fusione indovinata dei due skyline di Agrigento ed Arsoli e le doppie A (iniziali delle città ma anche come amicizia, amore per i territori) incluse come un doppio ponte, simbolo del legame tra le città attraversate dalla vita di Pirandello.
Alla cerimonia, oltre appunto al Sindaco di Arsoli, era presente il Sindaco di Agrigento, Francesco Miccichè, arrivato per rendere omaggio non solo al concittadino illustre, ma all’uomo che seppe cogliere nei gesti più semplici la profondità dell’animo umano. Gli occhi del Sindaco Miccichè si sono velati di emozione, la voce appena incrinata mentre il pubblico assisteva in silenzio: quel silenzio rispettoso che sa parlare più di mille applausi.
Passeggiare per Arsoli, in questi giorni, è come entrare in una nuova pagina di Pirandello, autentica e pregna di significato. Dalla piazza centrale, dove il fontanile sembra attendere ogni passante con pazienza antica, fino ai vicoli che si srotolano come pensieri inaspettati, questo borgo raccoglie nel suo ventre storie, ricette, accenti e volti. Ci accoglie la Pro Loco, viva di energia: giovani volontari pieni di entusiasmo affiancati da signore sorridenti, custodi di segreti gastronomici che profumano di domeniche d’altri tempi.
Dopo l’inaugurazione, ci si sofferma a pensare a quella gazzosa che Pirandello prendeva proprio lì: forse era solo un pretesto, una pausa che diventava occasione per ascoltare, osservare, lasciarsi attraversare da parole altrui — quelle che, a ben guardare, si sarebbero poi trasformate in personaggi, dialoghi, drammi e capolavori che ancora oggi sono attuali.
E forse è proprio questo il senso profondo di quel che è accaduto ad Arsoli: quando la memoria si fa materia, il valore delle cose cambia forma, si amplifica. In quelle quattro bellissime mattonelle smaltate, nella carezza del paesaggio, nello sguardo commosso dei due sindaci, in quel bel palazzo antico che ha accolto risate e riflessioni di un gigante della letteratura, c’è qualcosa che resiste al tempo.
Pirandello, che ha saputo raccontare l’identità come fluida e molteplice, avrebbe sorriso. Forse avrebbe detto che l’identità di un luogo sta proprio nella sua capacità di accogliere l’altro, di riconoscersi nel diverso, di bere insieme qualcosa e farne storia.
E oggi, ad Arsoli, quella storia continua.

Ma questa non è stata l’unica tappa speciale di questa giornata così densa di significato. Nel quadro del Gemellaggio nel nome di Pirandello, dopo aver scoperto la nuova cartellonistica(foto in fondo) che accoglie e saluta tutti sottolineando il Gemellaggio in essere, la nutrita delegazione si è spinta fino alla vicina Anticoli Corrado, altro piccolo gioiello incastonato tra i monti, dove visse Fausto Pirandello, figlio dell’illustre drammaturgo. Fausto, pittore tra i più importanti del Novecento italiano, aveva scelto di vivere proprio ad Anticoli dopo aver sposato una delle celebri e stupende modelle del borgo che, nei primi del secolo scorso,attirava artisti da tutta Europa proprio per l’incredibile bellezza delle sue muse come dei modelli.
Accolti con calore e tutti gli onori dal Sindaco di Anticoli Corrado Francesco De Angelis (in fotografia sopra lo stesso Sindaco De Angelis è al centro mentre riceve la targa del Gemellaggio dal Sindaco Caucci-alla sua destra, dal lato sinistro il Sindaco Miccichè di Agrigento) e da diversi componenti dell’Amministrazione, ospiti d’eccezione e esponenti di importanti realtà legate al luogo, i partecipanti hanno preso parte ad una interessante conferenza e, successivamente, realizzat un tour tra le vie silenziose e intrise di arte, visitando luoghi sospesi nel tempo, tra atelier d’artista, scorci pittorici e mura che sembrano raccontare storie. Anticoli Corrado, con la sua anima bohemienne e il suo fascino discreto, ha offerto alla delegazione un’ulteriore immersione nell’universo pirandelliano — un mondo fatto di silenzi eloquenti, di identità che si mescolano, di arte che diventa vita.
Il legame tra Arsoli e Agrigento, così, si è arricchito di sfumature nuove, allungando il ponte simbolico anche ad Anticoli Corrado, come se Luigi, Fausto e le generazioni di artisti e pensatori che hanno attraversato questi luoghi tornassero oggi a stringersi idealmente la mano.
Nel frattempo, il Sindaco Francesco Miccichè, da diversi giorni rientrato ad Agrigento, ha dichiarato con voce ancora emozionata:
“Sono appena tornato da Arsoli ed è stata un’esperienza magnifica, segnata da un’accoglienza calorosa e fraterna. Le nostre città, Arsoli e Agrigento, sono lontane ma unite da un legame speciale, che passa anche attraverso la figura di Luigi Pirandello. In un tempo difficile, segnato da conflitti e divisioni, il nostro gemellaggio assume un valore ancora più grande: dimostra che la cultura può essere un ponte capace di unire le comunità, di far nascere dialogo, amicizia e cooperazione. Siamo orgogliosi di condividere questo percorso, soprattutto nell’anno in cui Agrigento è Capitale Italiana della Cultura.
Desideriamo avviare con Arsoli una collaborazione concreta e duratura: ci sono tante idee e tanti progetti da costruire insieme, nel segno del nostro gemellaggio e nel nome di Pirandello, che unisce le nostre comunità».

E noi, da spettatori partecipi, non possiamo che augurarci che questo dialogo – come i racconti di Pirandello – continui a stupire, a interrogare, a unire.
Perché la cultura, quando è vissuta così, non è solo memoria: è futuro in movimento.
Arsoli ci ha accolti con l’eleganza sobria dei luoghi autentici. Questo gemellaggio ha dato voce non solo a un legame culturale, ma a un sentire comune che unisce le nostre comunità. Pirandello è stato il ponte, ma ora ci sono persone, volti, parole condivise. Questo è solo l’inizio di un dialogo che continuerà. Tra le tappe future, a marzo 2025, Festival del Folcklore e Mandorlo in Fiore ad Agrigento assieme ad una delegazione della Valle dell’Aniene.
(Nell’ultima foto da sinistra il Sindaco di Agrigento Francesco Miccichè, il Sindaco di Arsoli Gabriele Caucci, il nostro videomaker David Cardarelli che ha realizzato il videoservizio allegato a questo articolo, che invito tutti i nostri Lettori a vedere per rivivere le emozioni del Gemellaggio ad Arsoli 2025. Se vi è piaciuto, vi invito a condividerlo e a mettere un cuoricino nei commenti. Amiamo i nostri territori e cerchiamo di raccontarli con cura per valorizzarli come meglio possiamo. Grazie a tutti coloro che ci sostengono in questo obiettivo importante).
Alessandra Battaglia
Riepilogo Info
Gemellaggio tra Arsoli ed Agrigento
Inaugurazione targa celebrativa dedicata a Luigi Pirandello
Festa del Gemellaggio ad Arsoli
Inaugurazione nuova carlellonistica che riporta il Gemellaggio tra Arsoli e Agrigento
Esperienza convivale di incontro tra sapori e saperi presso Arsoli grazie alla Pro Loco di Arsoli
Festa del Gemellaggio ad Anticoli Corrado
Tour attraverso monumenti e luoghi caratteristici di Anticoli Corrado
Data: 5 settembre 2025