A presto il Reportage completo
La terza edizione del Festival Ambrosini è stata un condensato di musica, memoria e passione. La musica, quella che fa vibrare le corde dell’anima, ha risuonato ancora una volta tra le vie e in alcuni degli spazi più suggestivi di Cave grazie alla terza edizione del Festival “Giuseppe Ambrosini”, un appuntamento divenuto ormai ricorrente nella vita culturale del territorio. Organizzato con dedizione dall’Associazione Musicale Bandistica “Città di Cave”, guidata dal Presidente Vincenzo Zappone, il festival ha trasformato per tre giorni l’Anfieteatro di Cave in un tempio della musica bandistica, offrendo concerti, emozioni, momenti di riflessione ed entusiasmo.
Nel ricordo del Maestro Giuseppe Ambrosini, figura amatissima e per anni anima musicale della banda cittadina nonché Primo Sassofono Contralto della Banda della Guardia di Finanza per oltre tre decenni, il Festival ha rinnovato la sua formula vincente tra educazione musicale, partecipazione popolare e valorizzazione del patrimonio culturale locale.
“La Banda Città di Cave è la mia famiglia – ha dichiarato ai microfoni di Monolite visibilmente emozionato il Presidente Zappone – e il Maestro Ambrosini è stato per me un padre. Ogni nota che risuona ancora oggi durante il nostro terzo Festival è un omaggio alla sua figura e alla grande eredità che ci ha lasciato.”

Ospitato tra l’Anfiteatro di Cave e il Teatro Milco Paravani, il Festival ha visto alternarsi masterclass, concerti serali e soprattutto lo scenografico Raduno Bandistico, evento clou che ha coinvolto bande musicali provenienti da tutto il territorio regionale e personalità anche da maggiori distanze, tutte accomunate dal desiderio di fare musica insieme. A presentare con garbo e competenza la kermesse, anche quest’anno, il giovane Andrea Caizzi, volto ormai familiare del pubblico cavense che segue il Festival Ambrosini.
Tutti gli appuntamenti sono stati seguiti da un pubblico attento e caloroso, con la Giuria Tecnica e la Giuria Popolarea decretare – con attenzione e cuore – i momenti più alti di questa edizione. Il palco ha accolto giovanissimi solisti, veri protagonisti del rinnovamento bandistico, che hanno conquistato applausi scroscianti e meritati, dimostrando che la cultura musicale ha solide radici e promettenti germogli. (Nella fotografia sopra il cast della precedente edizione, anno 2024, in seconda fila in camicia bianca da sinistra Vincenzo Zappone e Matteo Coltellacci).
Ad arricchire il programma oltre a diverse esposizioni artistiche e mercatino artigianato con peculiarità gastronomiche, come da tradizione, lo stand gastronomico, gestito con passione e spirito di organizzazione dalla mamma del Presidente Vincenzo Zappone, Silvia Ronci, già cuoca della mensa scolastica di Cave, affiancata da un’instancabile squadra di bravissimi volontari, provetti ai fornelli. L’area food ha rappresentato un punto di ritrovo autentico per musicisti e visitatori, offrendo piatti caldi, fragranti bontà locali e bevande rinfrescanti: il tutto con quel sapore di casa che rende ogni boccone un’esperienza.
“Lo stand è stato il cuore pulsante della nostra festa – ha raccontato Zappone – e desidero abbracciare simbolicamente ogni persona che ha dato una mano. Senza il loro lavoro dietro le quinte, nulla sarebbe stato possibile.”
Con il sostegno del Comune di Cave, della Pro Loco e il patrocinio della Regione Lazio, il Festival si è confermato un momento di crescita per tutta la comunità, ma soprattutto un laboratorio di speranza e opportunità per i più giovani, coinvolti attivamente nelle attività e nelle esibizioni.
Il tutto si è svolto in un clima di grande collaborazione e sicurezza, grazie all’impegno dello staff tecnico e dei volontari che hanno operato con precisione e spirito di servizio, anche oltre la fine della manifestazione.
“Siamo fieri di aver rinnovato il nostro impegno – conclude Zappone – e già guardiamo con entusiasmo alla prossima edizione. Il Festival Ambrosini è diventato non solo una rassegna musicale, ma un momento d’incontro autentico tra le persone, un’opera collettiva di amore per la musica.”
Tre giorni di emozioni vere, un programma ricco e armonico, un pubblico numeroso e partecipe: il Festival “Giuseppe Ambrosini” 2025 ha colto pienamente il suo obiettivo, quello di promuovere la cultura musicale, onorare la memoria di un grande Maestro e stringere ancora più forte i legami che uniscono una comunità viva e vibrante.
Alessandra Battaglia