Un respiro antico che ancora vive
Tra le montagne dei Lepini, c’è un borgo che ogni estate si trasforma in teatro. Artena non custodisce semplicemente memoria: la fa rivivere in carne e ossa, in passo, in urlo, in sorriso. Dal 1° agosto 2025, per dieci giorni, Villa Borghese è diventata il cuore pulsante di una festa che non vuole essere solo spettacolo, ma esperienza collettiva, intreccio di radici e slancio verso il nuovo.
Diecimila presenze, cinquecento figuranti in costume, trenta giochi popolari sparsi per le vie e un maestoso fortino in legno come fulcro scenografico: questi numeri raccontano un’operazione imponente, ma non bastano. Il Palio si misura là dove il pubblico non applaude: dentro l’anima di chi vi partecipa, dentro la comunità che si riconosce e celebra. È nelle contrade che vivono mesi prima la festa, nei volti impolverati dopo la corsa, nei piatti fumanti condivisi a tavola, nella risata che esplode inattesa davanti a un somarello birichino.
Il corteo storico che apre la manifestazione è un momento d’incanto: dame e cavalieri, stendardi al vento, sguardi che sembrano tratti da un affresco barocco. È una storia che passa dalle mani, che respira sotto i portali antichi, che risuona nelle pietre del borgo. E poi ci sono le gare: duelli agonistici che sembrano lievitare da un folclore vivo, da un’identità che non teme il confronto, ma lo celebra. Alcuni contradaioli sono attori, altri artigiani delle taverne; altri ancora, entrambe le cose. Nell’intreccio di ruoli si misura la passione che anima l’intero spettacolo.
In questa edizione 2025 la Contrada Via Velletri ha conseguito la vittoria, ma la vera conquista è la dieci giorni di festa ritrovata. Il Palio – con le sue urla, le aspirazioni e le tensioni – è un racconto corale che rende protagonisti tutti: vincitori e sconfitti, giovani e anziani, locali e visitatori.
La festa del gusto non è stata da meno: un grande stand gastronomico per ciascuna contrada ha portato a terra “profumi di comunità” — brusii di brace, spezie mescolate in pentole, dolci artigianali, piatti che raccontano civiltà. Ed è nelle cucine, nei vapori e negli assaggi che si è scavata la memoria: mangiare insieme è un rito che rinnova appartenenza.
Non sono mancate le emozioni: corse avvincenti, delusioni sussurrate, tensioni e risate liberatorie. Il servizio di sicurezza è stato ben calibrato, la macchina dell’evento ha funzionato con rigore, grazie alla regia sapiente del Presidente del Palio, Giuseppe Bucci, insieme ai Presidenti delle Contrade, ai Maestri artigiani e a decine di volontari, forze dell’ordine e operatori tecnici.
Noi di Monolite Notizie, insieme a Roma Sud, abbiamo raccolto il respiro di questa comunità attraverso l’occhio attento di Emotion Studio (Emanuele Latini) con Giancarlo Gramiccia e Irene Bazzoffi in video, e il supporto tecnico di Diapason con Ads. Il risultato è un reportage che non vuole essere solo documentazione, ma invito: a sentire, a conoscere, a tornare.
La giovane Sindaca Silvia Carocci ha voluto ardentemente che Artena fosse definita “capitale delle emozioni del Lazio” in queste giornate. È un titolo che non si autoproclama: si conquista. E i versi, le corse, il piatto condiviso, il gesto del brindisi, la voce che canta… tutto ha lavorato in questa direzione.
Se non avete ancora respirato l’aria del Palio di Artena, cominciate da qui: con l’emozionante reportage video realizzato da David Cardarelli. Vi porteremo dentro questo sogno collettivo — perché chi resta spettatore una volta, l’anno prossimo sarà richiamato inevitabilmente a farne parte. Artena vi attende: mettetevi comodi, lo spettacolo visivo abbia inizio.
Ciro Battaglia